eredità giacente 1000x500

 

Quando si parla di eredità giacente si intendono tutti quei casi in cui la futura destinazione del patrimonio non è ancora stata definita: questo può avvenire sia quando il chiamato all’eredità non ha ancora accettato oppure quando non si è ancora a conoscenza di possibili eredi del defunto.

EREDITÀ VACANTE E GIACENTE: DIFFERENZE

La differenza tra le due è determinata dalla “certezza” o “incertezza” della esistenza di chiamati all’eredità, quindi:

  • Nell’eredità giacente: vi è l’incertezza dell’accettazione/presenza dei chiamati;
  • Nell’eredità vacante: vi è la certezza  della mancanza di eredi e di conseguenza l’eredità spetta allo Stato.

Quando è certa l’assenza di chiamati all’eredità o nessun erede l’ha accettata  viene nominato un curatore, con decreto del cancelliere del tribunale, del circondario in cui è stata aperta la successione.

CURATORE EREDITÀ: DI COSA SI OCCUPA?

Gli obblighi del curatore sono definiti nel art. 529 del Codice Civile che cita “ Il curatore è tenuto a procedere all’inventario dell’eredità, a esercitarne e promuoverne le ragioni, a rispondere alle istanze proposte contro la medesima, ad amministrarla, a depositare presso le casse postali o presso un istituto di credito designato dal tribunale il danaro che si trova nell’eredità o si ritrae dalla vendita dei mobili o degli immobili, e, da ultimo, a rendere conto della propria amministrazione”.

In altre parole il Curatore amministra l’eredità e il suo operato si esaurisce nei seguenti casi:

  • Accettazione dell’eredità da parte del chiamato; 
  • Liquidazione dell’attivo ereditario;
  • Accertamento di assenza di eredi e subentro come successore dello Stato.

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